
"Protezione civile Spa doveva essere solo una struttura di servizio per rendere la protezione civile, quella vera, piu’ agile, piu’ funzionale, piu’ concentrata sulle vere attivita’ di propria competenza". Sono queste le parole del sottosegretario Bertolaso a sostegno della sua SPA. Sono le stesse che abbiamo sentito dicembre scorso nella discussione sulla Legge Finanziaria che hanno sostenuto la creazione di DIFESA SERVIZI SPA.
Peccato non sia stato possibile, allora, arginare nello stesso modo, l’istituzione di una società per azioni, con le quote interamente in mano al ministero e otto consiglieri d’amministrazione scelti dal ministro, che avrà anche l’ultima parola sulla nomina dei dirigenti. Una holding che potrà spendere ogni anno tra i 3 e i 5 miliardi di euro senza rispondere al Parlamento o ad organismi neutrali, con un patrimonio di immobili ‘da valorizzare’ pari a 4 miliardi. Sono cifre imponenti, il fatturato da multinazionale che è passato di colpo dalle regole della pubblica amministrazione a quelle del mondo privato. La privatizzazione di un intero ministero ha introdotto un principio senza precedenti in nome di una “presunta efficienza”. Stessa tecnica e stessa procedura per la prova generale di una strategia molto più ampia: lo smantellamento dello Stato. Hanno creato così strutture aggiuntive trasformando “qualcosa in qualcosa di molto diverso”, creando potere al di fuori di ogni tipo di controllo, sia parlamentare che giuridico, con una logica della deroga permanente che, come si è visto, produce discrezionalità, opacità e negazione della libera concorrenza.
Di seguito la tramissione di Rai News 24, per saperne di più. http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=18051
Con Difesa Servizi, hanno già creato all’interno della Pubblica Amministrazione una bolla di discrezionalità che altera la fisiologia stessa di ciò che è pubblica amministrazione. Se è una Spa ad esercitare certe funzioni, ovviamente verrà a prevalere un “interesse imprenditoriale” di natura completamente diversa rispetto a quello pubblico.
In questo modo continuano a detrutturare pezzi delle istituzioni, una forma di attacco che ha già interessato la Difesa, oggi coinvolge la Protezione Civile ma che domani potrebbe riguardare la scuola oppure la giustizia.